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martedì 20 marzo 2007

Gay Family Day

Una idea stravagante: la massiccia partecipazione di coppie omosessuali al Family Day. Che spettacolo sarebbe vederli sfilare insieme a Mastella e compagnia. Dopotutto, se anche una coppia è gay è una famiglia, quella è anche la loro manifestazione.

domenica 18 marzo 2007

Il Medioevo direttamente a casa vostra

Sua Eccellenza Reverendissima Card. Ennio Antonelli ha vergato di suo pugno un testo intitolato Famiglia e Società. Le preziose riflessioni morali e politiche verranno consegnate, su iniziativa di Ruini, a tutte le famiglie romane per «riflettere sull'importanza sociale della famiglia.» Postini d'eccezione saranno i sacerdoti della diocesi impegnati nelle benedizioni pasquali casa per casa. L'inattaccabile pensiero del Card. Antonelli «pur essendo in armonia con la fede cristiana, si sviluppa sulla base dell’esperienza e della ragione e può essere condiviso anche da chi non è credente.» Ma certo, Cardinale, le sue parole saranno condivise soprattutto dai non credenti, tanto è formidabile la potenza del suo logos. Un tempo, dice il Cardinale, la famiglia era un'oasi di felicità e benessere.

«In molte tradizioni culturali la famiglia si presenta soprattutto come istituzione finalizzata al bene generale della società e in misura minore viene considerata come comunità di amore tra le persone. Anche nel nostro paese era questa la situazione in un passato ormai piuttosto lontano».

Che tempi, Cardinale. La nostalgia si mischia al rimpianto. Ma oggi? Che succede oggi? L'Arcadia è sempre lì a portata di mano? Apparentemente no. Scrive infatti Antonelli che:

«Oggi il contesto culturale è radicalmente cambiato. E’ molto diffusa la mentalità individualista; si privilegiano i diritti e l’indipendenza dell’individuo. Conta quello che si sente, quello che è spontaneo e immediatamente gratificante, come se i desideri, gli affetti e le emozioni non dovessero essere governati dalla ragione e orientati verso ciò che è veramente bene. La famiglia viene privatizzata, ridotta a un semplice rapporto affettivo, senza rilevanza sociale, come se si trattasse soltanto di una forma di amicizia. Anzi, la tendenza a inseguire e consumare emozioni e sensazioni, a usare l’altra persona soprattutto in funzione della propria soddisfazione, rende fragile il rapporto di coppia; impedisce il consolidarsi della fiducia reciproca e di un forte legame di appartenenza.»

Detto questo, preparatevi ad una escalation di orrore. Il Cardinale parla chiaro:

«la precarietà della coppia incide negativamente sulla nascita e sull’educazione dei figli, compromettendo il bene stesso della società. Non è difficile rendersi conto che senza nascite un popolo muore e senza educazione un popolo va in decadenza.»

Insomma, volete minare la famiglia con leggi contro natura? Fatelo pure, ma sarete responsabili della decadenza dell'Italia.

«In Italia abbiamo la natalità più bassa che ci sia al mondo, in media un solo figlio per donna (o poco più), mentre ne occorrerebbero due (o poco più) per il ricambio generazionale. Senza un’inversione di tendenza, si prevede che in breve tempo la popolazione italiana sarà dimezzata. Qualcuno potrebbe dire: “Meglio così! Si starà più larghi e si starà meglio!”. Ma questo è completamente falso. Il calo demografico porterà con sé una grave crisi economica, sociale e culturale. Diminuirà la produzione di beni e servizi; diventeranno insostenibili il pagamento delle pensioni e l’assistenza agli anziani, che viceversa, a motivo dell’invecchiamento complessivo della popolazione, avranno bisogno di maggiori risorse umane ed economiche; non si sarà più in grado di assicurare la scuola e il trattamento sanitario gratuiti; si assottiglierà la trasmissione del nostro patrimonio culturale, proprio quando si diffonderanno altre culture portate dagli immigrati. Non per niente Giovanni Paolo II metteva in guardia il popolo italiano dal rischio di un “suicidio demografico”. L’instabilità del rapporto di coppia reca grave danno anche all’educazione dei figli, compromettendo spesso il loro equilibrio psicologico e predisponendoli a comportamenti disordinati e devianti. A riguardo le indagini statistiche rilevano, con percentuali impressionanti, fenomeni di disagio sociale, tossicodipendenza, micro e macrocriminalità, lasciando intuire facilmente quali siano i costi per la società nel suo insieme: basti ricordare che qualche tempo fa negli Stati Uniti l’85% dei giovani in carcere risultava cresciuto senza la vicinanza della figura paterna.»

Insomma, cazzi vostri. Preparatevi ad un nuovo Medioevo. E non sarà colpa loro. No, sarà colpa vostra.

domenica 4 marzo 2007

Coppie di fatto 'Ruinate'

Eminenza, che ci dice oggi delle coppie di fatto? Suvvia, non esiti. «Non ho mai pensato di demonizzarli. Certo io suggerisco il matrimonio, ma non sono contro le persone che vivono in una coppia di fatto. Per carità. Quella è una loro libera scelta. Va rispettata. D'altra parte non si vede perché dargli una struttura giuridica che rischia di sovrapporsi a quella esistente e a fare confusione. E del resto non la vogliono. A dirlo sono loro stessi. Noi ne conosciamo molti, giacché molte sono le coppie che si sposano dopo aver convissuto. Sono una sorta di coppie di fatto in transito verso il matrimonio. Da quanto risulta ai sacerdoti che hanno ogni giorno a che fare con loro, queste coppie non chiedono forme diverse dal matrimonio».
Avete letto bene, da quanto risulta ai sacerdoti le coppie di fatto non chiedono forme diverse dal matrimonio. Al mondo civile risulta tutt'altro, ma non importa. Visto che non chiedono nessuna tutela giurica lasciamole così come sono, queste stramaledette coppie di fatto. In una parola sola: ruinate.

PS. Qui trovate il resto dell'intervista, che si conclude con appello alla mobilitazione diretto ai 'pensatori cattolici'. E' evidente ancora una volta il solito vizio logico, ovvero l'improbabile commistione di due concetti troppo diversi per non fare a cazzotti l'un l'altro. Pensatore e cattolico. No davvero. O pensatore o cattolico.

venerdì 2 marzo 2007

Fallocefalo

«I fondatori della psicologia moderna descrivono l'omosessualità come patologia clinica»
Luca Volontè, 2 Marzo 2007

lunedì 26 febbraio 2007

Dodici Comandamenti

Aumentati del venti percento rispetto al loro numero originario ma sempre autoritativi nello stile ("al presidente del Consiglio è riconosciuta l'autorità di esprimere in maniera unitaria la posizione del governo stesso in caso di contrasto"), i Dodici Comandamenti prodiani folgorano l'italico mondo cattolico ed inchiodano Follini al sì. In preda a visioni mistiche, e al fine di chiarire una volta per tutte la sua posizioni sull'amara faccenda, la Binetti propone di cambiare la denominazione d'origine controllata Dico in Dirò. Ovvero Diritti dei Rompicoglioni.

PS. Nella foto, Paola Binetti nell'atto di chiedere il significato della frase che compare dietro di lei.
PPS. Firmate, firmate, firmate.