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domenica 25 febbraio 2007

Tafazzismo congenito e ragioni di principio

Dunque alla fine Napolitano ha rinviato il governo alle Camere. Ci dovrebbero finalmente essere i numeri per un Prodi Bis. Follini fa il grande salto e vota sì. Arrivati a questo punto chi chiedeva elezioni anticipate dovrà semplicemente mettersi il cuore in pace. Non mi riferisco naturalmente all'opposizione. Parlo degli elettori di sinistra. Ci vuole del talento a mio avviso per:

1) inveire, perché col loro voto potrebbero rispedire Berlusconi a Palazzo Chigi, contro i deputati della sinistra radicale che per ragioni di principio votano contro
e subito dopo
2) chiedere, sempre per ragioni di principio si badi bene, elezioni anticipate che certamente rispedirebbero Berlusconi a Palazzo Chigi.

Eccolo sempre là, il congenito tafazzismo del popolo della sinistra. I principi da una parte e il mondo dalla parte opposta. Iperuranio e realtà.

lunedì 19 giugno 2006

Vesponi ed altri insetti

Mai si dica che il Vespone chini la testa di fronte al potente di turno. Così Aldo Fontanarosa su Repubblica: “Le intercettazioni su Vespa non hanno alcun rilievo penale”, premette, “ma presentano un quadro desolante sul piano deontologico. Vespa che offre trasmissioni ritagliate su misura al potente di turno; Vespa che chiede al portavoce di un politico quale avversario gradisca in studio: se questo era l’andazzo, “Porta a Porta” si fondava su un metodo giornalisticamente miserevole. La sceneggiata di Berlusconi che firma il contratto con gli italiani nel 2001: anche quello - chiedo a Vespa - era stato concordato a tavolino? Io sono stato direttore di telegiornali Rai per tanti anni. Raramente qualche leader nazionale osava chiamare, mentre i portavoce non erano nemmeno ricevuti’. Potete leggere l’articolo qui. E pensare che nei paesi normali dovrebbero essere proprio i giornalisti a controllare l’operato dei politici.

venerdì 16 giugno 2006

Quando Berlusconi offrì a Montanelli un posto nella sua tomba

Dopo il video-shock di Totò Cuffaro, la storia vera ed assolutamente esilarante di Berlusconi che alla fine degli anni ottanta offre a Montanelli un posto nel suo Mausoleo di famiglia. A raccontare la vicenda è Marco Travaglio, ed il clima in studio è di tale ilarità che persino Vittorio Feltri risulta piacevole. Se volete scoprire cosa sia il ‘Cerchio dell’amicizia’ e come rispose Montanelli all’invitante proposta non vi resta che guardare il video. Preparatevi a ridere. Buona visione.

mercoledì 7 giugno 2006

Il complotto delle toghe rosse

Ormai è chiaro. Berlusconi aveva ragione. Il complotto delle toghe rosse c’è. Un anno fa, Piero Ricca aveva inveito contro l’ex Premier (testuali parole: “buffone, fatti processare come tutti gli altri, rispetta la legge, la magistratura, la costituzione, la democrazia e la dignità degli Italiani o farai la fine di Ceausescu o di Don Rodrigo”) e per questo era stato condannato al pagamento di cinquecento euro. Ora la Cassazione ha annullato la multa. Il solito complotto comunista, ho ragione di credere. Posto che quel ‘buffone’ può suonare un po’ forte, sarebbe stato abbastanza singolare multare qualcuno per aver detto che la legge, la magistratura, la costituzione, la democrazia e la dignità degli Italiani devono essere rispettate, soprattutto se si pensa che non è stata mai inflitta nessuna multa a chi ha dichiarato che è moralmente giusto non pagare le tasse quando queste sono troppo elevate. E gli Svedesi? I Norvegesi? I Danesi? Un branco di matti, evidentemente.

sabato 3 giugno 2006

Lo Spettro del Comunismo (Italia 2006 e Gran Bretagna 1924 a confronto)

In quel libro poderoso di Maurice Cowling dal titolo ‘The impact of the Labour, 1920-1924’ si legge a pagina quattrocentosedici: ‘Many of the eight million voters who voted Conservative in 1924 doubtless did so because they had been persuaded that MacDonald [Leader del Labour] was a Communist and the Labour party a Bolshevik conspiracy’ [Cambridge, 1971]. Per la cronaca, in quell’occasione il partito conservatore stravinse le elezioni, agitando appunto - come magnificamente descritto da Cowling nel suo libro - lo spettro del bolscevismo. Credo che l’anticomunismo possa essere considerato in retrospettiva il tema portante della scorsa campagna elettorale berlusconiana: e credo anche che nel caso sciagurato di nuove elezioni in un prossimo futuro, esso sarà riproposto in maniera altrettanto viscerale. L’idea, poco più che risibile a prima vista, non era evidentemente così malvagia se si pensa allo strepitoso recupero e all’esito delle elezioni, perse politicamente e vinte ‘moralmente’, ma ‘purtroppo’ su essa gravava un ritardo temporale di ottantadue anni per poter essere considerata davvero credibile e per poter essere davvero vincente. Nel 1924 il Labour inglese doveva ancora dimostrare la sua credibilità – e lo avrebbe fatto nel giro di un paio d’anni in occasione dello sciopero generale del 1926 – e molti ancora lo consideravano il cavallo di Troia che avrebbe consentito l’affermazione del Bolscevismo in Inghilterra. Ma nel 2006, il ‘Labour italiano’ aveva alle spalle ormai decenni di rispettabilità perché lo spettro del comunismo potesse essere considerato davvero una faccenda seria. Ottantadue anni di ritardo, appunto. Quantomeno rispetto all’Inghilterra.