Visualizzazione post con etichetta prodi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta prodi. Mostra tutti i post

lunedì 26 febbraio 2007

Primi segnali di laicismo

Mannaggia. L'ha fatto un'altra volta. E poi lo accusano di essere troppo morbido nei confronti del Vaticano. Ancora una volta Prodi deve essersi riunito con i suoi fedelissimi attorno ad un tavolo a tre gambe.
E questo è quello che è successo.

Dodici Comandamenti

Aumentati del venti percento rispetto al loro numero originario ma sempre autoritativi nello stile ("al presidente del Consiglio è riconosciuta l'autorità di esprimere in maniera unitaria la posizione del governo stesso in caso di contrasto"), i Dodici Comandamenti prodiani folgorano l'italico mondo cattolico ed inchiodano Follini al sì. In preda a visioni mistiche, e al fine di chiarire una volta per tutte la sua posizioni sull'amara faccenda, la Binetti propone di cambiare la denominazione d'origine controllata Dico in Dirò. Ovvero Diritti dei Rompicoglioni.

PS. Nella foto, Paola Binetti nell'atto di chiedere il significato della frase che compare dietro di lei.
PPS. Firmate, firmate, firmate.

domenica 25 febbraio 2007

Tafazzismo congenito e ragioni di principio

Dunque alla fine Napolitano ha rinviato il governo alle Camere. Ci dovrebbero finalmente essere i numeri per un Prodi Bis. Follini fa il grande salto e vota sì. Arrivati a questo punto chi chiedeva elezioni anticipate dovrà semplicemente mettersi il cuore in pace. Non mi riferisco naturalmente all'opposizione. Parlo degli elettori di sinistra. Ci vuole del talento a mio avviso per:

1) inveire, perché col loro voto potrebbero rispedire Berlusconi a Palazzo Chigi, contro i deputati della sinistra radicale che per ragioni di principio votano contro
e subito dopo
2) chiedere, sempre per ragioni di principio si badi bene, elezioni anticipate che certamente rispedirebbero Berlusconi a Palazzo Chigi.

Eccolo sempre là, il congenito tafazzismo del popolo della sinistra. I principi da una parte e il mondo dalla parte opposta. Iperuranio e realtà.

giovedì 22 febbraio 2007

Dimissioni

"Secondo fonti molto vicine a Palazzo Chigi, Romano Prodi sarebbe orientato a rassegnare al capo dello Stato le sue dimissioni". L'ottantenne dovrebbe prendere in mano il foglietto delle dimissioni, acchiappare il settantenne per un orecchio e sussurragli siete una banda di cialtroni. E' in momenti come questi che ricordo con chiarezza perché alle primarie avevo votato il neanche quarantenne Ivan Scalfarotto.

La Caduta di Prodi

«Se sulla politica estera non c'è maggioranza, si va a casa». Così Massimo D'Alema, la barca coi baffi. Bene, è accaduto. Prodi, a quanto pare, è pronto ad andare al Quirinale. E la parola Quirinale, pronunciata in questa circostanza, dovrebbe essere sinonimo di dimissioni. Il governo, forse, non c'è più. Mediocri in tutti questi mesi. Mediocri anche nella caduta. Ma quello che ci ritroveremo tra le mani dopo tutta questa mediocrità sarà probabilmente molto peggio.