domenica 11 giugno 2006

Nine Inch Nails, Hurt

The Downward Spiral firmato dai Nine Inch Nails è sicuramente uno degli album più importanti di tutti gli anni novanta e probabilmente uno dei più importanti di sempre. Per capire davvero il pezzo che vi propongo, Hurt, è assolutamente necessario conoscere le tredici tracce che lo precedono, essendo The Downward Spiral un concept album in cui il tema centrale è il progressivo accartocciarsi di una personalità. Bisogna aver percorso tutta quella parabola discendente, tutto quello sprofondare di cui Hurt è solo l’ultimissimo ed estremo stadio. Eppure, curiosamente, Trent Reznor - anima e mente dei Nine Inch Nails - decide che questo momento estremo debba suonare come un pezzo acustico, in cui la ‘verità-svelatezza’ è contenuta solo negli ultimi tre accordi violenti e dissonanti. In questo video ci sono solamente lui ed una tastiera, prima che l’esplosione finale faccia capire di cosa si stia realmente parlando. Buon ascolto.

venerdì 9 giugno 2006

Bambini alla ricerca del piacere (Parte Seconda)

Ricevo una email in cui mi si ‘ordina’ di mantenere la promessa fatta qualche giorno fa e di parlare di Timarco. Obbedisco. La parola quindi ancora a Catherine Salles che su ‘I bassifondi dell’antichità’ scrive: “Nato da una famiglia onorata, provvisto di un discreto patrimonio, Timarco conduce una vita disordinatissima, sempre alla ricerca del piacere, giocatore inveterato e, di conseguenza, disposto a qualsiasi compromesso per trovare il denaro necessario al suo vizio. Frequenta gli ambienti più loschi di Atene e, spinto dal desiderio sensuale di tutte le voluttà e al tempo stesso dalla smania del gioco, si abbandona, per debolezza e per lussuria, a tutto quanto è riservato, nella società greca, agli individui più disprezzati […] Timarco comincia a frequentare gli ambienti equivoci di Atene all’età di tredici o quattordici anni, mettendo a profitto la sua bellezza per potersi dedicare, senza spendere una dracma, a tutti i piaceri che gli sono ancora proibiti”.

Nel precedente post intitolato ‘Bambini alla ricerca del piacere nella Grecia antica’ fa ho usato la parola contestualizzazione. Certo, leggere che il figlio di Alcibiade aveva undici anni e che Timarco era solo di due anni più vecchio fa una certa impressione. Ma per amore della verità ricordiamo anche che quando iniziò la guerra di Troia Achille aveva quindici anni e che Alessandro il Grande aveva appena sedici anni quando comandò la cavalleria dell’esercito macedone nella battaglia di Cheronea.

Indubbiamente ci riesce difficile che pensare che uno a quattordici o quindici anni possa essere un uomo. Un errore da parte nostra o un abbaglio da parte dei Greci? Non so. Certo è che ormai qui in Italia si è raggiunto l’estremo opposto: un politico di cinquant’anni è un immaturo ragazzetto che può diventare un potenziale leader a sessant’anni, primo ministro a settanta e presidente della Repubblica ad ottanta. Un problema tutto italiano, comunque, chiamiamola pure sindrome da conclave. Il conclave: l’unico luogo al mondo in un cui un sessantenne è considerato un ragazzino. All’estero le cose funzionano in maniera un po’ diversa. Zapatero di anni ne poco più di quaranta. Ed infatti…

mercoledì 7 giugno 2006

Il complotto delle toghe rosse

Ormai è chiaro. Berlusconi aveva ragione. Il complotto delle toghe rosse c’è. Un anno fa, Piero Ricca aveva inveito contro l’ex Premier (testuali parole: “buffone, fatti processare come tutti gli altri, rispetta la legge, la magistratura, la costituzione, la democrazia e la dignità degli Italiani o farai la fine di Ceausescu o di Don Rodrigo”) e per questo era stato condannato al pagamento di cinquecento euro. Ora la Cassazione ha annullato la multa. Il solito complotto comunista, ho ragione di credere. Posto che quel ‘buffone’ può suonare un po’ forte, sarebbe stato abbastanza singolare multare qualcuno per aver detto che la legge, la magistratura, la costituzione, la democrazia e la dignità degli Italiani devono essere rispettate, soprattutto se si pensa che non è stata mai inflitta nessuna multa a chi ha dichiarato che è moralmente giusto non pagare le tasse quando queste sono troppo elevate. E gli Svedesi? I Norvegesi? I Danesi? Un branco di matti, evidentemente.

martedì 6 giugno 2006

Una preghiera senza parole (Sigur Rós, Gítardjamm)

Visto che nel mio ultimo post ho citato Ratzinger (accade spesso ultimamente) mi sembra più che giusto proporre ai miei visitatori notturni qualcosa di molto simile ad una preghiera. E’ un pezzo che va ascoltato di notte, senza fretta, e magari anche con un po’ di stanchezza addosso. Forse vi farà venire un brivido dietro la schiena, non so. Forse quando cercherete di capire le parole del canto, senza peraltro riuscirci, vi chiederete che diavolo di lingua sia quella. Allora dovrete rispondervi che questa lingua, di fatto, non esiste. O meglio, esiste solo nel canto e in questi sei lentissimi minuti. Un’ultima raccomandazione: quando vi verrà in mente che questa musica sembra lenta o, peggio ancora, ripetitiva, rispondetevi semplicemente che è una preghiera, e che così deve essere.

L’eclissi di Dio

Ratzinger (leggi sul Corriere) usa il concetto di ‘eclissi di Dio’ per definire i Pacs e parla di ‘profonda crisi attuale della verità’. Credo che la prima definizione si possa spiegare più col triplo sei della data odierna più che con una ponderata ragionevolezza. Sei giugno duemilasei: da questa mattina sto aspettando la fine del mondo, che nonostante tutto sembra non voler arrivare. Credo che dopo aver verificato la data, Ratzi abbia deciso di abbozzare una definizione un po’ stiracchiata di Pacs ed è venuta fuori questa cosa dell’eclissi di Dio. Non convince, ma oggi finisce il mondo, dunque passi. Per quanto riguarda il secondo concetto, la domanda sorge più che spontanea: quale verità? La verità intesa come svelatezza greca (Heidegger) o come veritas romana? Ratzinger, purtroppo, non avrebbe dubbi: la seconda che hai detto, naturalmente.

lunedì 5 giugno 2006

Bambini alla ricerca del piacere nella Grecia antica

Mi permetto di consigliarvi un bel libro di Catherine Salles intitolato ‘I bassifondi dell’antichità’. Fa una certa impressione trovarsi di fronte il lato oscuro del mondo classico e per quanto sia doveroso contestualizzare e ‘relativizzare’ (Ratzinger perdonami) pagine come questa rimangono molto interessanti:

“Il gusto dei piaceri comincia presto in Grecia. Questi ragazzi sono alla ricerca di piaceri ancora proibiti, di voluttà che stimolano maggiormente le loro bramosie, in quanto sono, almeno in linea di principio, vietate ai bambini. Il mondo della festa è ben più affascinante di quello della scuola, e tutti i mezzi sono buoni per penetrare, clandestinamente o no, in quest’universo fatto di seduzioni. Il figlio del famoso Alcibiade presenta un caso particolarmente notevole della precocità di certi adolescenti o bambini. Questo ragazzetto, separato fin dalla nascita dal padre, condannato all’esilio, non aspetta l’età virile per imitarne prestissimo le peggiori dissolutezze. Fin dall’età di undici anni circa, scandalizza tutti gli ateniesi, partecipando a banchetti in compagnia degli individui più depravati della città, facendo bagordi con prostitute e, peggio ancora, in pieno giorno, il che è una circostanza aggravante. Apparentemente, i suoi tutori si dimostravano incapaci d’impedire simili traffici. D’altronde, questo delizioso bambino non si limita a partecipare attivamente alle orge ateniesi. Organizza una macchinazione per tradire suo padre, sempre in esilio; a dodici anni, perde tutto il suo patrimonio giocando ai dadi; elimina compagni imbarazzanti gettandoli in mare; e per coronare le sue imprese di gioventù stupra la propria sorella”.

Insomma, non c’è che dire: un autentico fenomeno. E poi c’è chi si lamenta dei bambini di oggi. La prossima volta vi parlerò di un altro enfant prodige di nome Timarco.

sabato 3 giugno 2006

Lo Spettro del Comunismo (Italia 2006 e Gran Bretagna 1924 a confronto)

In quel libro poderoso di Maurice Cowling dal titolo ‘The impact of the Labour, 1920-1924’ si legge a pagina quattrocentosedici: ‘Many of the eight million voters who voted Conservative in 1924 doubtless did so because they had been persuaded that MacDonald [Leader del Labour] was a Communist and the Labour party a Bolshevik conspiracy’ [Cambridge, 1971]. Per la cronaca, in quell’occasione il partito conservatore stravinse le elezioni, agitando appunto - come magnificamente descritto da Cowling nel suo libro - lo spettro del bolscevismo. Credo che l’anticomunismo possa essere considerato in retrospettiva il tema portante della scorsa campagna elettorale berlusconiana: e credo anche che nel caso sciagurato di nuove elezioni in un prossimo futuro, esso sarà riproposto in maniera altrettanto viscerale. L’idea, poco più che risibile a prima vista, non era evidentemente così malvagia se si pensa allo strepitoso recupero e all’esito delle elezioni, perse politicamente e vinte ‘moralmente’, ma ‘purtroppo’ su essa gravava un ritardo temporale di ottantadue anni per poter essere considerata davvero credibile e per poter essere davvero vincente. Nel 1924 il Labour inglese doveva ancora dimostrare la sua credibilità – e lo avrebbe fatto nel giro di un paio d’anni in occasione dello sciopero generale del 1926 – e molti ancora lo consideravano il cavallo di Troia che avrebbe consentito l’affermazione del Bolscevismo in Inghilterra. Ma nel 2006, il ‘Labour italiano’ aveva alle spalle ormai decenni di rispettabilità perché lo spettro del comunismo potesse essere considerato davvero una faccenda seria. Ottantadue anni di ritardo, appunto. Quantomeno rispetto all’Inghilterra.

Il Club Silencio presenta…

Mulholland Drive di David Lynch, il film forse più impressionante che mi sia mai capitato di vedere. In onda su questi schermi la “scena del teatro” che, con la canzone Llorando cantata da Rebekah del Rio, chiude di fatto la prima parte del film ed apre il gran finale. Dopo la fine di questa musica, la caduta fisica della cantante ed il crollo psicologico delle due protagoniste, il sogno sarà definitivamente svanito e lascerà il posto alla ben più angosciosa realtà. Se tutto questo vi sembra oscuro, non vi resta che vedere il film. Per i fan di Lynch, su YouTube.

venerdì 2 giugno 2006

Dresden Dolls, Good Day

Quello che accade quando le Bambole di Dresda ti augurano un buon giorno.

giovedì 1 giugno 2006

Mosconi e Pappagalli: professione bestemmiatori

Se siete in buoni rapporti con la Trinità (non la Triade: la Trinità), vi sconsiglio di aprire questo link. Pare infatti che il protagonista del video (tale Germano Mosconi) abbia idee molto, molto diverse dalle vostre su questo specifico e spinoso tema. Se da noi i bestemmiatori hanno sembianze (almeno apparentemente) umane, in Israele può accadere che un pappagallo possa essere condannato a morte per eccesso di parolacce: come ha spiegato un rabbino (scuola Voltaire, evidentemente), il pappagallo “peccava ed induceva a peccare”. Pena di morte, dunque. Se non ci credete, leggete qui.