martedì 20 giugno 2006
Alla ricerca del regista perduto
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lunedì 19 giugno 2006
Vesponi ed altri insetti
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domenica 18 giugno 2006
Il Crepuscolo degli Dei
Ci fu un tempo in cui i fascisti riempivano le piazze, parlavano al cuore delle folle e trascinavano paesi interi in guerra. Ieri erano sessanta, tutti scuri, scesi in piazza per contestare un corteo coloratissimo che ha visto la partecipazione di cinquantamila o forse centomila persone. Quel pugno di irriducibili: tristi figuri, macchiette di se stessi, abitanti e rappresentanti di un mondo che già ora non c’è più. Due cose, brevemente. La prima: quanto deve essere triste vedere il mondo andare nella direzione opposta ai propri valori quando la tua carta d’identità segna vent’anni ma la testa sembra suggerire “ottant’anni, repubblichino in un tempo che fu”. La seconda: quanto deve essere patetico illudersi di essere come il soldato di Popper - l’unico ‘dissenziente’ che marcia al passo mentre tutti gli altri hanno perso il tempo della marcia - quando invece non sei altro che l’unico ubriaco che continua a marciare in maniera scomposta mentre gli altri hanno già ripreso a camminare.
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sabato 17 giugno 2006
La Fellatio nella cultura contemporanea
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venerdì 16 giugno 2006
Quando Berlusconi offrì a Montanelli un posto nella sua tomba
Dopo il video-shock di Totò Cuffaro, la storia vera ed assolutamente esilarante di Berlusconi che alla fine degli anni ottanta offre a Montanelli un posto nel suo Mausoleo di famiglia. A raccontare la vicenda è Marco Travaglio, ed il clima in studio è di tale ilarità che persino Vittorio Feltri risulta piacevole. Se volete scoprire cosa sia il ‘Cerchio dell’amicizia’ e come rispose Montanelli all’invitante proposta non vi resta che guardare il video. Preparatevi a ridere. Buona visione.
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Per una Italia monarchica
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giovedì 15 giugno 2006
Antony and the Johnsons, Hope There’s Someone
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Un'altra offensiva contro le libertà laiche
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martedì 13 giugno 2006
Droga di Stato nelle vene
Pare (leggi sul Corriere e sulla Repubblica) che i primi risultati del programma di somministrazione controllata di eroina iniziato in Svizzera nel 1991 siano straordinariamente confortanti: dieci anni fa i neoconsumatori erano 850, oggi la cifra di è ridotta dell’82%. Sulla base di questi dati empirici, Umberto Veronesi apre all’ipotesi di legalizzare le droghe pesanti. Il Polo, naturalmente, si infuria e parla di “spaccio di Stato” (leggi sul Giornale). Chiamatelo pure come volete, ma piuttosto che sbattere i piedi e colpirvi con forza le orecchie non sarebbe il caso di rispondere a dati scientifici con altri dati scientifici?
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lunedì 12 giugno 2006
Prove tecniche di Medioevo
“E voi, cara Rosy, porterete la responsabilità storica della distruzione della nostra civiltà. Ti rendi conto della gravità di ciò che – con spensierata incoscienza – state perpetrando ? E’ meglio dare ascolto all’Italia di buon senso. E alla Chiesa che già molte volte ha salvato la nostra civiltà dalle invasioni degli unni, dei vandali e da quelle dei musulmani”.
Così si chiude la lettera che Antonio Socci ha inviato qualche giorno fa al ministro Rosy Bindi. Potete leggerla integralmente qui. Vi consiglio di farlo. So bene che non è facile, ma potete farcela.
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domenica 11 giugno 2006
Nine Inch Nails, Hurt
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venerdì 9 giugno 2006
Bambini alla ricerca del piacere (Parte Seconda)
Ricevo una email in cui mi si ‘ordina’ di mantenere la promessa fatta qualche giorno fa e di parlare di Timarco. Obbedisco. La parola quindi ancora a Catherine Salles che su ‘I bassifondi dell’antichità’ scrive: “Nato da una famiglia onorata, provvisto di un discreto patrimonio, Timarco conduce una vita disordinatissima, sempre alla ricerca del piacere, giocatore inveterato e, di conseguenza, disposto a qualsiasi compromesso per trovare il denaro necessario al suo vizio. Frequenta gli ambienti più loschi di Atene e, spinto dal desiderio sensuale di tutte le voluttà e al tempo stesso dalla smania del gioco, si abbandona, per debolezza e per lussuria, a tutto quanto è riservato, nella società greca, agli individui più disprezzati […] Timarco comincia a frequentare gli ambienti equivoci di Atene all’età di tredici o quattordici anni, mettendo a profitto la sua bellezza per potersi dedicare, senza spendere una dracma, a tutti i piaceri che gli sono ancora proibiti”.
Nel precedente post intitolato ‘Bambini alla ricerca del piacere nella Grecia antica’ fa ho usato la parola contestualizzazione. Certo, leggere che il figlio di Alcibiade aveva undici anni e che Timarco era solo di due anni più vecchio fa una certa impressione. Ma per amore della verità ricordiamo anche che quando iniziò la guerra di Troia Achille aveva quindici anni e che Alessandro il Grande aveva appena sedici anni quando comandò la cavalleria dell’esercito macedone nella battaglia di Cheronea.
Indubbiamente ci riesce difficile che pensare che uno a quattordici o quindici anni possa essere un uomo. Un errore da parte nostra o un abbaglio da parte dei Greci? Non so. Certo è che ormai qui in Italia si è raggiunto l’estremo opposto: un politico di cinquant’anni è un immaturo ragazzetto che può diventare un potenziale leader a sessant’anni, primo ministro a settanta e presidente della Repubblica ad ottanta. Un problema tutto italiano, comunque, chiamiamola pure sindrome da conclave. Il conclave: l’unico luogo al mondo in un cui un sessantenne è considerato un ragazzino. All’estero le cose funzionano in maniera un po’ diversa. Zapatero di anni ne poco più di quaranta. Ed infatti…
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mercoledì 7 giugno 2006
Il complotto delle toghe rosse
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martedì 6 giugno 2006
Una preghiera senza parole (Sigur Rós, Gítardjamm)
L’eclissi di Dio
lunedì 5 giugno 2006
Bambini alla ricerca del piacere nella Grecia antica
Mi permetto di consigliarvi un bel libro di Catherine Salles intitolato ‘I bassifondi dell’antichità’. Fa una certa impressione trovarsi di fronte il lato oscuro del mondo classico e per quanto sia doveroso contestualizzare e ‘relativizzare’ (Ratzinger perdonami) pagine come questa rimangono molto interessanti:
“Il gusto dei piaceri comincia presto in Grecia. Questi ragazzi sono alla ricerca di piaceri ancora proibiti, di voluttà che stimolano maggiormente le loro bramosie, in quanto sono, almeno in linea di principio, vietate ai bambini. Il mondo della festa è ben più affascinante di quello della scuola, e tutti i mezzi sono buoni per penetrare, clandestinamente o no, in quest’universo fatto di seduzioni. Il figlio del famoso Alcibiade presenta un caso particolarmente notevole della precocità di certi adolescenti o bambini. Questo ragazzetto, separato fin dalla nascita dal padre, condannato all’esilio, non aspetta l’età virile per imitarne prestissimo le peggiori dissolutezze. Fin dall’età di undici anni circa, scandalizza tutti gli ateniesi, partecipando a banchetti in compagnia degli individui più depravati della città, facendo bagordi con prostitute e, peggio ancora, in pieno giorno, il che è una circostanza aggravante. Apparentemente, i suoi tutori si dimostravano incapaci d’impedire simili traffici. D’altronde, questo delizioso bambino non si limita a partecipare attivamente alle orge ateniesi. Organizza una macchinazione per tradire suo padre, sempre in esilio; a dodici anni, perde tutto il suo patrimonio giocando ai dadi; elimina compagni imbarazzanti gettandoli in mare; e per coronare le sue imprese di gioventù stupra la propria sorella”.
Insomma, non c’è che dire: un autentico fenomeno. E poi c’è chi si lamenta dei bambini di oggi. La prossima volta vi parlerò di un altro enfant prodige di nome Timarco.
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sabato 3 giugno 2006
Lo Spettro del Comunismo (Italia 2006 e Gran Bretagna 1924 a confronto)
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Il Club Silencio presenta…
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venerdì 2 giugno 2006
Dresden Dolls, Good Day
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giovedì 1 giugno 2006
Mosconi e Pappagalli: professione bestemmiatori
Se siete in buoni rapporti con la Trinità (non la Triade: la Trinità), vi sconsiglio di aprire questo link. Pare infatti che il protagonista del video (tale Germano Mosconi) abbia idee molto, molto diverse dalle vostre su questo specifico e spinoso tema. Se da noi i bestemmiatori hanno sembianze (almeno apparentemente) umane, in Israele può accadere che un pappagallo possa essere condannato a morte per eccesso di parolacce: come ha spiegato un rabbino (scuola Voltaire, evidentemente), il pappagallo “peccava ed induceva a peccare”. Pena di morte, dunque. Se non ci credete, leggete qui.
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