domenica 18 marzo 2007

Il Medioevo direttamente a casa vostra

Sua Eccellenza Reverendissima Card. Ennio Antonelli ha vergato di suo pugno un testo intitolato Famiglia e Società. Le preziose riflessioni morali e politiche verranno consegnate, su iniziativa di Ruini, a tutte le famiglie romane per «riflettere sull'importanza sociale della famiglia.» Postini d'eccezione saranno i sacerdoti della diocesi impegnati nelle benedizioni pasquali casa per casa. L'inattaccabile pensiero del Card. Antonelli «pur essendo in armonia con la fede cristiana, si sviluppa sulla base dell’esperienza e della ragione e può essere condiviso anche da chi non è credente.» Ma certo, Cardinale, le sue parole saranno condivise soprattutto dai non credenti, tanto è formidabile la potenza del suo logos. Un tempo, dice il Cardinale, la famiglia era un'oasi di felicità e benessere.

«In molte tradizioni culturali la famiglia si presenta soprattutto come istituzione finalizzata al bene generale della società e in misura minore viene considerata come comunità di amore tra le persone. Anche nel nostro paese era questa la situazione in un passato ormai piuttosto lontano».

Che tempi, Cardinale. La nostalgia si mischia al rimpianto. Ma oggi? Che succede oggi? L'Arcadia è sempre lì a portata di mano? Apparentemente no. Scrive infatti Antonelli che:

«Oggi il contesto culturale è radicalmente cambiato. E’ molto diffusa la mentalità individualista; si privilegiano i diritti e l’indipendenza dell’individuo. Conta quello che si sente, quello che è spontaneo e immediatamente gratificante, come se i desideri, gli affetti e le emozioni non dovessero essere governati dalla ragione e orientati verso ciò che è veramente bene. La famiglia viene privatizzata, ridotta a un semplice rapporto affettivo, senza rilevanza sociale, come se si trattasse soltanto di una forma di amicizia. Anzi, la tendenza a inseguire e consumare emozioni e sensazioni, a usare l’altra persona soprattutto in funzione della propria soddisfazione, rende fragile il rapporto di coppia; impedisce il consolidarsi della fiducia reciproca e di un forte legame di appartenenza.»

Detto questo, preparatevi ad una escalation di orrore. Il Cardinale parla chiaro:

«la precarietà della coppia incide negativamente sulla nascita e sull’educazione dei figli, compromettendo il bene stesso della società. Non è difficile rendersi conto che senza nascite un popolo muore e senza educazione un popolo va in decadenza.»

Insomma, volete minare la famiglia con leggi contro natura? Fatelo pure, ma sarete responsabili della decadenza dell'Italia.

«In Italia abbiamo la natalità più bassa che ci sia al mondo, in media un solo figlio per donna (o poco più), mentre ne occorrerebbero due (o poco più) per il ricambio generazionale. Senza un’inversione di tendenza, si prevede che in breve tempo la popolazione italiana sarà dimezzata. Qualcuno potrebbe dire: “Meglio così! Si starà più larghi e si starà meglio!”. Ma questo è completamente falso. Il calo demografico porterà con sé una grave crisi economica, sociale e culturale. Diminuirà la produzione di beni e servizi; diventeranno insostenibili il pagamento delle pensioni e l’assistenza agli anziani, che viceversa, a motivo dell’invecchiamento complessivo della popolazione, avranno bisogno di maggiori risorse umane ed economiche; non si sarà più in grado di assicurare la scuola e il trattamento sanitario gratuiti; si assottiglierà la trasmissione del nostro patrimonio culturale, proprio quando si diffonderanno altre culture portate dagli immigrati. Non per niente Giovanni Paolo II metteva in guardia il popolo italiano dal rischio di un “suicidio demografico”. L’instabilità del rapporto di coppia reca grave danno anche all’educazione dei figli, compromettendo spesso il loro equilibrio psicologico e predisponendoli a comportamenti disordinati e devianti. A riguardo le indagini statistiche rilevano, con percentuali impressionanti, fenomeni di disagio sociale, tossicodipendenza, micro e macrocriminalità, lasciando intuire facilmente quali siano i costi per la società nel suo insieme: basti ricordare che qualche tempo fa negli Stati Uniti l’85% dei giovani in carcere risultava cresciuto senza la vicinanza della figura paterna.»

Insomma, cazzi vostri. Preparatevi ad un nuovo Medioevo. E non sarà colpa loro. No, sarà colpa vostra.

6 commenti:

Peregrinus ha detto...

Non dai alcun commento alla lettera del Cardinale. Ti limiti a riportarla e a fare qualche commentino "facile". Quasi come se la lettera dovesse essere autoevidente nel suo supposto orrore.
Il problema è che in questo modo ti dimostri arrogante, presuntuoso, e, permettimi, poco credibile: chi si limita a canzonare delle dichiarazioni senza valutarle criticamente non dimostra una seria personalità, né pone delle argomentazioni cui controbattere.
Ciao.

luca ha detto...

L'Italia andrà a rotoli finchè ci saranno clericali come te, peregrinus. questa lettera si commenta da sola. e si commenta da solo il fatto che verrà distribuita porta a porta dai preti. ma stiamo scherzando? lo stato è una cosa, il vaticano un'altra. come si permette questa gente di interferire con le leggi italiani facendo questa propaganda anti-dico? incredibile.

Anonimo ha detto...

il medioevo sono questi cazzoni di comunisti che hanno calato le braghe perfino di fronte ai talebani e il bello e' che le avevano anche sporche

Anonimo ha detto...

il papa fa bene a intervenire con voi saremmo tutti in un quartiere a luci rosse e per di piu' con il rischio che qualcuno te lo metta li' dietro anche se a molti piace

Anonimo ha detto...

il papa fa bene a intervenire con voi saremmo tutti in un quartiere a luci rosse e per di piu' con il rischio che qualcuno te lo metta li' dietro anche se a molti piace

Wynen ha detto...

'tate bbboni, non litigate.